La storia 1 - 2 - 3


Dagli anni '90 occupandoci in modo continuativo di ristrutturazioni, restauro dei monumenti e architettura di interni (oltre che di consulenze tecniche), abbiamo maturato la consapevolezza che nessun progetto ha fondamento se non nasce con il convergere delle forze che lo animano: il tecnico, il creativo, il committente-utente.

A volte, come quando si progetta la propria casa, queste forze coincidono, ma coincidono anche quando si progetta in ambito pubblico. Non è un caso che ci siamo interessati di campi gioco , di scuola, di ambiente, quando nostra figlia era piccola, con ricerche, e partecipazione a concorsi di progettazione (Modena, Promo concorso di progettazione partecipata e comunicativa"; Bovezzo, Piazza Rota, Bolzano).
Fino a decidere di approfondire i temi sociali e della progettazione partecipata frequentando i corsi di specializzazione allo IUAV di Venezia, promuovendo la formazione di una commissione presso il nostro ordine professionale, e, partecipando come delegati dello stesso Ordine ad Agenda 21 locale del Comune di Brescia.La ricerca del senso e del fondamento dell'attività, ha portato ad una singolare convergenza nel nostro percorso di ricerca.
Da un lato abbiamo sempre più applicato nei diversi contesti operativi, pubblici e privati le metodologie della progettazione partecipata, dall'altro l'intensa attività in ambito tecnico e peritale (giudiziario e finanziario) ci ha condotto ad una diversa e più matura consapevolezza delle questioni tecniche ed economiche che sottostanno al progetto.

Infine, grazie a Cristina Imbrò che ha intrapreso studi accademici in antropologia culturale e in arte, è stato possibile introdurre l'arte nel progetto, come strumento di costruzione di senso e come modalità espressiva socializzata.

Da qui hanno preso le mosse interventi (tutt'ora in corso) di progettazione partecipata (Brescia, Formazione dell'isola ambientale del Villaggio Violino; recupero dei parchi urbani di Campo Marte e della Polveriera di Mompiano, recupero delle strade del centro storico di Predore), concorsi di arte pubblica e di riqualificazione urbana, consulenze per comunità di stranieri, progetti di intervento di nuove forme di "turismo responsabile" e nuove forme dell'abitare urbano.
Oggi la crisi economica degli ultimi anni, ha comportato per noi il condensarsi di nuove energie positive, aperte, solidali, trasparenti, non viziate da meri interessi personali, nella consapevolezza che, unendo le forze, si può non solo sopravvivere, o arricchirsi ma contribuire al miglioramento delle condizioni e della qualità della vita.

Come lavoriamo

Nella progettazione formiamo tavoli di lavoro reali e virtuali (ovvero sviluppati anche in rete). La comunicazione tra le diverse competenze è costante e approfondita. Ci prendiamo e concediamo tutto il tempo che serve per approfondire le diverse implicazioni del progetto.

Adottiamo linguaggi inclusivi, il progetto nasce parlando, disegnando, modellando, assemblando, a mano e dal vivo. Le tecnologie, l'informatica e internet sono strumenti di comunicazione, ricerca, approfondimento, affinamento e verifica del progetto. Mai o quasi mai di ideazione: usiamo l'informatica nel lavoro dal 1989: abbiamo imparato a conoscerne i limiti.

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